C’erano una volta i voucher lavoro cartacei…

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…. Poi vennero la modernizzazione e la semplificazione create da menti superiori giunte dallo spazio profondo sul pianeta Terra e piazzate per effetto delle maree lunari, delle macchie solari o di altri fenomeni cosmici che noi umani non possiamo comprendere proprio dove si scrivono le leggi che noi cittadini (o forse sudditi) dobbiamo rispettare.

ieri – acquistavo i voucher per i Clienti nel “tabacchino” (ossia per i non triestini la rivendita di marche da bollo, sigarette, etc.) sotto lo studio, comunicavo agli enti i dati di committente e lavoratore, luogo e tempo della prestazione, la prestazione si svolgeva e il lavoratore al termine percepiva SUBITO i buoni cartacei. Con questi si recava in qualsiasi ufficio postale o “tabacchino” e incassava quanto spettante. Tra l’acquisto e l’incasso passavano così, se non poche ore, al massimo qualche giornata

oggi – i committenti imprenditori o liberi professionisti devono acquistare i voucher esclusivamente con modalità telematiche, f24 o carta di credito, o al massimo tramite bollettino postale da far poi “ registrare sul conto individuale virtuale” allo sportello INPS – esibendo ovviamente la ricevuta di quel versamento! Quindi, si badi, pagamento ulteriormente ANTICIPATO. Poi devo comunicare sul sito dell’INPS, oltre a tutto il resto, i dati del percettore – che deve essere già registrato sullo stesso – e l’importo presunto da erogare. Nei giorni successivi il contact-center dell’INPS (ossia il solito call center denso di lavoratori sottopagati e inquadrati in dubbia maniera, forse a loro volta percettori di voucher…) chiama il percettore per la verifica dei dati. Operazione dal misterioso e oscuro senso pratico visto che tutti i dati sono già a sistema. Nel frattempo il prestatore lavora e termina la prestazione. Il committente vuole pagarlo – dopo aver nuovamente confermato sul sito dell’INPS che quell’importo presunto già comunicato è stato effettivamente dato –  e fargli godere il compenso, ma no ….. Il povero percettore, sia esso un nativo digitale o l’attempato pensionato allergico alla modernizzazione, deve, prima di poter spendere i propri soldi, attendere l’arrivo da Poste italiane (altro simbolo dell’efficienza italica) di una carta denominata INPS card “Postepay virtual” – si sa l’inglese fa “figo” – su cui verrà accreditato il compenso. Poi il percettore potrà recarsi in qualche ufficio postale e incassare il proprio denaro. L’invio delle card è previsto in circa 25 giorni lavorativi per cui l’incasso, se tutto va bene, avviene dopo non meno di 30 giorni dall’acquisto dei voucher. Altra nota folkloristica se il tesserino arriva prima dell’accredito dei soldi il povero percettore dovrà, per attivare la card, versare 5€ dei propri (no comment).

Pensiamo adesso, noi triestini, a una manifestazione come la Barcolana del 11 ottobre dove i voucher sono largamente usati per il lavoro negli stand. I committenti hanno pagato quanto dovuto almeno nelle settimane precedenti l’evento, ad oggi non tutti i percettori sono stati contattati dall’INPS, nessuno ha ricevuto la card quindi nessuno ha potuto incassare il proprio compenso, già versato nel sistema pubblico.

Parliamo in generale di ragazzi che con quei – pochi o tanti – soldi guadagnati con ore di presenza negli stand, comprese quelle del sabato sotto la bora a 100 km, contavano di fare il pieno al motorino o pagarsi due birre senza chiedere la paghetta ai genitori, ebbene cari lavoratori accessori (così siete chiamati per legge) rinviate le vostre spese di qualche giorno, settimana, mese … sono sicuro che i denari vi arriveranno prima della Barcolana 2016 grazie all’impegno di tutto il sistema politico, amministrativo e burocratico che regge il Paese.

Concludo con qualche riflessione:

  • i voucher lavoro sono utilizzati per milioni di prestazioni lavorative, quindi il loro valore complessivo è enorme
  • il costo che viene addebitato per la loro gestione è del 5% (differenza tra il valore facciale meno oneri sociali stabiliti per legge e netto percepito dai prestatori)
  • poste italiane è destinato a essere l’operatore prevalente
  • i giorni valuta introitati dal sistema fruttano a qualcuno sicuramente copiosi interessi attivi
  • il pagamento dei 5€ rappresenta un ulteriore balzello

Semmai le mie note venissero lette da qualcuno degli “illuminati” reggitori della cosa pubblica suggerisco:

  • eliminare i monopoli e affidare la gestione dei voucher anche alle reti dei professionisti (operiamo sotto il controllo pubblico degli ordini e siamo soggetti a responsabilità disciplinari non irrilevanti)
  • tagliare i costi di gestione eliminando le attività inutili (tipo telefonate e tesserine) massimizzando il valore delle erogazioni per i percettori
  • pensare alle ricadute pratiche delle norme prima di emanarle

Un tanto per spiegare ai Clienti in quali condizioni dobbiamo lavorare per cercare di svolgere gli incarichi che ci vengono affidati, al sig. boeri (attuale presidente dell’INPS) non devo spiegare niente. Auspico però che la mia sia letta anche da un Procuratore della Repubblica perché penso che il sistema descritto meriti la sua attenzione.

massimo.iesu@ergonstp.it

@massimoiesu

n.b.:  le opinioni sono espresse a titolo esclusivamente personale e non coinvolgono alcun organismo di categoria, locale o nazionale

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